Nelle ultime settimane, si sono affacciati all'orizzonte alcuni segnali molto minacciosi che potrebbero essere i prodromi di un imminente shock bancario di proporzioni devastanti.
Lasciando perdere i pilotati massmedia, gli "economisti" di grido stipendiati dal mainstream e i politici ignoranti o conniventi con la finanza speculativa, all'orizzonte (che poi tanto lontano non è), possiamo osservare:
- l'euro che si è rafforzato su tutte le altre valute, senza che a ciò corrisponda un reale miglioramento della situazione economica dei Paesi aderenti alla moneta unica;
- USA e Giappone che stanno stampando quantità industriali di dollari e Yen innondando i mercati di liquidità, senza che ciò sia sufficiente a traghettare i mercati fuori dalla depressione economica;
- sofferenze bancarie fortissime in tutta la UE;
- tassi di interesse di tutta Europa in crescita rispetto al Bund tedesco (il ché significa che lo spread sta nuovamente salendo, con conseguente crescita del debito pubblico, quindi maggior indebitamento dello stato il quale a sua volta aumenterà la tassazione e continuerà a tagliare servizi, welfare e pensioni);